A partire da settembre 2024, le scadenze di rendicontazione sono cambiate: questa modifica diretta della normativa finale apre il periodo di presentazione dei dati l’11 luglio 2025. La maggior parte dei dichiaranti dovrà completare tutta la rendicontazione entro il 22 gennaio 2026. Le piccole imprese che presentano dati unicamente sull’importazione di PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) contenuti in articoli avranno tempo fino all’11 luglio 2026 per presentare i rapporti.
Le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS), note anche come «forever chemicals» («sostanze chimiche eterne»), rappresentano una classe di composti sintetici che hanno attirato notevole attenzione per il loro ampio utilizzo e la loro persistenza ambientale. Questi composti sono noti per proprietà uniche come la resistenza all’acqua e agli oli, che li rendono preziosi in numerose applicazioni industriali e di consumo. Tuttavia, la loro resistenza ha sollevato crescenti preoccupazioni per i potenziali effetti negativi sulla salute umana e sull’ambiente, alimentando l’attenzione pubblica rispetto alla loro presenza nell’acqua, nel suolo e nei prodotti di consumo. A causa dei rischi sanitari ormai evidenti, la normativa sui PFAS sta progredendo rapidamente in tutto il mondo.
Evoluzione delle normative PFAS negli Stati Uniti
Regolamentazione PFAS a livello nazionale
Negli Stati Uniti, la regolamentazione dei PFAS ha subito sviluppi significativi negli ultimi anni. A livello nazionale, la Environmental Protection Agency (EPA) è impegnata attivamente per affrontare le problematiche legate alla contaminazione da PFAS. Tra queste iniziative rientra la Toxic Substances Control Act (TSCA) Sezione 8(a)(7), obbligo di rendicontazione sui PFAS, volta a raccogliere dati su volumi di produzione, processi e utilizzi, oltre a informazioni sull’esposizione, per facilitare valutazioni del rischio e decisioni regolatorie. La conformità alla TSCA Sezione 8(a)(7) favorirà una maggiore trasparenza e comprensione della presenza e dell’impatto dei PFAS nell’ambiente, sulla salute umana e sugli ecosistemi.
L’amministrazione Biden ha compiuto ulteriori passi per ridurre l’esposizione ai PFAS. Mercoledì, l’amministrazione ha finalizzato i primi limiti nazionali per i PFAS nell’acqua potabile fissandoli a 4,0 parti per trilione. La normativa si applica a cinque singoli PFAS:
- PFOA
- PFOS
- PFNA
- PFHxS
- FHPO-DA (noto anche come «GenX Chemicals»)
Secondo il comunicato EPA del 10 aprile, questa nuova norma mira a «ridurre l’esposizione ai PFAS per circa 100 milioni di persone, prevenire migliaia di decessi e ridurre decine di migliaia di gravi malattie».
:quality(85))
Regolamentazione PFAS a livello statale
Mentre il governo federale implementa nuove regole e politiche, numerosi stati stanno già adottando iniziative per limitare l’esposizione pubblica ai PFAS. Molte di queste normative statali risultano persino più stringenti di quelle federali.
Con il continuo evolversi della situazione normativa sui PFAS sia a livello globale che statale, è fondamentale comprendere le specificità delle singole realtà, poiché spesso determinano l’orientamento degli altri stati e delle future decisioni federali sui PFAS:
Maine: normativa PFAS
Il Maine ha adottato la legge LD 1503 per contrastare l’inquinamento da PFAS a luglio 2021, con diverse disposizioni che entrano in vigore progressivamente. Dal 1° gennaio 2023, è vietata la vendita di tappeti, moquette e trattamenti tessili contenenti PFAS aggiunti intenzionalmente (sono esclusi tappeti e moquette usati). La legge richiede inoltre ai produttori di prodotti con PFAS aggiunti di dichiararne la presenza, indicando il numero CAS (Chemical Abstracts Service), a partire dal 1° gennaio 2025. Dal 1° gennaio 2030, il Maine proibirà l’immissione sul mercato di qualsiasi prodotto con PFAS aggiunti intenzionalmente.
Minnesota: normativa PFAS
Il Minnesota ha adottato nel 2023 l’Amara’s Law, una serie di provvedimenti che, tra le altre misure, vietano l’uso di PFAS in prodotti dove il loro impiego è considerato non essenziale e impongono alle aziende di dichiarare la presenza di PFAS nei prodotti dal 2025. Il provvedimento prende il nome da Amara Strande, attivista contro i PFAS, deceduta nel 2023 a 20 anni per carcinoma epatocellulare fibrolamellare, un tumore raro che colpisce uno su cinque milioni di americani. Amara ha sostenuto che la gestione dei rifiuti da parte di 3M (sotto accusa già in decenni passati) abbia inquinato l’acqua della comunità di Oakdale, Minnesota. Come riportato dal Minnesota Reformer, «uno studio del 2017 ha rilevato che un bambino deceduto nella contea di Washington [dove si trova Oakdale] tra il 2003 e il 2015 aveva una probabilità del 171% in più di avere il cancro rispetto ad altri bambini nelle aree circostanti».
Dal 1° gennaio 2025, undici categorie di prodotti contenenti PFAS aggiunti intenzionalmente saranno vietate; includono anche articoli come stoviglie da cucina, cosmetici e prodotti per l’infanzia, oltre a quelli già previsti dalla normativa del Maine. A partire dal 1° gennaio 2026, nel Maine i produttori dovranno dichiarare la presenza di PFAS nei prodotti alla Minnesota Pollution Control Agency (MPCA) prima dell’immissione sul mercato. Il divieto totale per tutti i prodotti con PFAS aggiunti scatterà il 1° gennaio 2032.
Altri stati con normative PFAS in fase di sviluppo
Se Maine e Minnesota guidano il percorso verso un divieto totale dei PFAS, altri stati stanno lavorando a proprie regolamentazioni:
- L’Illinois voterà Senate Bill 2705 quest’anno per vietare entro il 2032 la vendita e la produzione di tutti i prodotti che contengono deliberatamente PFAS.
- Il Kentucky dovrebbe deliberare su HB 116 quest’anno, che includerebbe un obbligo di notifica per tutti i prodotti con PFAS aggiunti intenzionalmente. Altri stati si concentrano su sottocategorie di prodotti, come tessili, schiume antincendio, articoli da cucina, prodotti per l’infanzia e imballaggi alimentari.
- La Proposition 65 della California già prevede requisiti di etichettatura per diversi PFAS in tutti i prodotti ed è previsto l’inserimento di ulteriori sostanze con il progredire delle revisioni.
- Stati come il Colorado hanno proposto un divieto totale di PFAS su tutti i prodotti, ma finora non è stato ottenuto il supporto necessario per approvarlo.
- Il Tennessee sta valutando un disegno di legge per vietare totalmente i PFAS già dal 2025.
In totale, 34 stati hanno introdotto ad oggi qualche forma di restrizione sui PFAS, con circa 28 che hanno adottato una specifica normativa.
Solo nel 2023 sono stati introdotti oltre 190 disegni di legge relativi ai PFAS in vari stati e oltre 20 stati erano coinvolti in procedimenti legali contro i produttori di PFAS. Sebbene siano stati compiuti significativi passi avanti per affrontare le problematiche legate ai PFAS, è evidente che il quadro normativo è ancora in evoluzione e soggetto a cambiamenti continui. Gli stati monitoreranno attentamente sia l’applicazione delle normative già varate sia le attività dell’EPA in seguito agli obblighi di rendicontazione TSCA Sezione 8(a)(7) sui PFAS nei prossimi anni, per orientare le decisioni sulle future regolamentazioni in materia di PFAS.