Punti salienti dell'articolo:
Data la posta in gioco, tutte le organizzazioni che lavorano per il governo federale devono essere a conoscenza della Sezione 1260H—ampliata a giugno 2026—nonché delle migliori strategie per garantire che la propria catena di approvvigionamento sia completamente priva di entità cinesi sanzionate tramite tale elenco.
Per poter verificare la conformità al NDAA (National Defense Authorization Act), è necessario confrontare la Sezione 1260H con la propria catena di approvvigionamento. A tal fine, occorre disporre di una mappatura aggiornata della supply chain.
Le organizzazioni che intendono raggiungere la compliance con il NDAA e la Sezione 1260H devono considerare un'importante insidia: il nome commerciale utilizzato da un fornitore potrebbe non coincidere con la denominazione legale riconosciuta dal governo. Le aziende riportate nella Sezione 1260H con il loro nome legale o della casa madre possono essere conosciute con denominazioni diverse lungo la catena di approvvigionamento.
Introdotta inizialmente con il National Defense Authorization Act del 2021, la Sezione 1260H elenca le aziende cinesi considerate coinvolte nella strategia di fusione militare-civile della Cina. Per il Dipartimento della Difesa (detto anche Dipartimento della Guerra) e il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale, ciò le rende una minaccia concreta e immediata per la sicurezza nazionale.
A causa di questa minaccia, il DoD e tutti i fornitori governativi sono tenuti a non approvvigionarsi di beni da nessuna delle organizzazioni presenti nella Sezione 1260H. Le sanzioni per mancata conformità includono non solo multe ma anche l’esclusione dagli appalti pubblici; infatti, chi è sorpreso ad approvvigionarsi da un’entità sanzionata ai sensi del NDAA può essere escluso da futuri rapporti con il governo federale.
Data la posta in gioco, tutte le organizzazioni che lavorano per il governo federale devono essere a conoscenza della Sezione 1260H—ampliata a giugno 2026—nonché delle migliori strategie per garantire che la propria catena di approvvigionamento sia completamente priva di entità cinesi sanzionate tramite tale elenco.
Come verificare la presenza di entità della Sezione 1260H nella catena di approvvigionamento
Rispettare il NDAA e la lista delle sanzioni della Sezione 1260H è un imperativo categorico per tutti i fornitori governativi. Di seguito, viene presentata una guida passo-passo per assicurarsi che la catena di approvvigionamento non sia collegata ad aziende militari cinesi presenti in elenco.
Accedere alla versione più aggiornata della Sezione 1260H
La lista delle sanzioni è stata introdotta nel 2021 con l’implementazione del National Defense Authorization Act. La normativa prevede che il governo aggiorni annualmente l’elenco, includendo nuove informazioni su aziende cinesi che collaborano con la Repubblica Popolare Cinese (PRC) e il suo esercito.
La lista è partita con 47 entità nel 2021. Attualmente, sono 188 le entità presenti nella Sezione 1260H. È quindi essenziale che le aziende utilizzino sempre la versione più aggiornata della lista. Un PDF dell’elenco completo aggiornato a giugno 2026 è disponibile nel comunicato stampa del Dipartimento della Guerra che ne annuncia l’ultima ampliamento.
Mappare la propria supply chain
Per verificare la conformità al NDAA, è necessario confrontare la Sezione 1260H con la supply chain aziendale. Per farlo in modo efficace, occorre disporre di una mappatura aggiornata della catena di approvvigionamento. Al momento, l’analisi può riguardare i fornitori diretti (tier one). Tuttavia, come sarà illustrato in seguito, presto i fornitori governativi dovranno rispondere anche dell’intera supply chain e garantire che neppure i fornitori indiretti siano collegati a entità sanzionate dal NDAA.
A tal fine, la conformità alla prossima versione della Sezione 1260H richiederà visibilità anche sui fornitori di secondo e terzo livello. Come documentato in precedenza, la maggior parte delle aziende fatica ancora a mappare in modo sistematico la supply chain oltre il primo livello.
Identificare tutte le denominazioni legali delle entità
Oltre alla normale due diligence, chi punta alla conformità con NDAA e Sezione 1260H deve considerare un’importante insidia: il nome commerciale usato da un fornitore potrebbe essere diverso dalla sua denominazione legale riconosciuta dal governo. Questo significa che le aziende riportate nella Sezione 1260H con la loro denominazione legale o quella della casa madre possono essere conosciute con un nome diverso dai propri clienti della supply chain.
Spetta dunque alle aziende verificare che i propri fornitori non siano collegati a una denominazione diversa, ma comunque sanzionata dal governo USA tramite la Sezione 1260H. A tal fine, occorre controllare la società madre, la struttura proprietaria e i nomi legali di tutte le aziende cinesi presenti nella supply chain. Successivamente, questi nomi vanno confrontati con l’elenco delle sanzioni. È un ulteriore livello di due diligence—e un impegno maggiore in termini di risorse e tempo—ma è ciò che serve per contrastare le pratiche elusive adottate da molte delle entità cinesi sanzionate.
Confrontare i propri fornitori con la lista della Sezione 1260H
Una volta completati tutti i passaggi precedenti, l’azienda è pronta a verificare effettivamente che i fornitori non figurino tra le 188 entità sanzionate ai sensi della Sezione 1260H. Per quanto critico—e determinante ai fini delle decisioni strategiche successive—questo può risultare l’aspetto più lineare del processo di due diligence per la compliance commerciale.
Documentare le attività di due diligence
Per tutelarsi in caso di eventuali richieste di chiarimento da parte del governo, le aziende dovrebbero documentare integralmente il proprio processo di verifica interna. Ciò può includere la descrizione delle fasi svolte, l’elenco dei fornitori analizzati e/o un resoconto delle eventuali misure aggiuntive adottate per fronteggiare i rischi di non conformità. Qualora si dovesse affrontare una possibile violazione della compliance, tale documentazione risulterebbe preziosa.
Sezione 1260H: fornitori diretti vs. indiretti
Infine, è opportuno tornare sul tema della differenza tra fornitori diretti e sub-tier. Dal 2026, i fornitori governativi devono solo assicurarsi di non approvvigionarsi direttamente da aziende presenti nella Sezione 1260H. Un’entità delle 188 individuate potrebbe teoricamente essere presente nei sub-tier più profondi senza che ciò costituisca, tecnicamente, una violazione del NDAA.
Ma questo cambierà da giugno 2027. Da fine mese, la legge vieta al governo di approvvigionarsi di beni o servizi che contengano qualsiasi elemento prodotto o fabbricato da entità soggette alla Sezione 1260H. In concreto, dal prossimo anno, i fornitori governativi saranno responsabili di rimuovere le entità cinesi sanzionate dall’intera supply chain, e non più soltanto di evitare acquisti diretti. Permane ancora una certa incertezza sull’effettiva profondità di questa responsabilità nei sub-tier, ma si prevede che riguarderà almeno il secondo o terzo livello.
Massimizzare la visibilità sulla supply chain e ottenere flessibilità operativa
Come dimostrano gli ultimi anni, il commercio internazionale è oggi uno dei principali terreni di confronto tra le maggiori potenze globali. Il governo degli Stati Uniti mira ad eliminare le aziende cinesi più pericolose dalle filiere delle proprie industrie, con un insieme di leggi, sanzioni e restrizioni commerciali per raggiungere questo obiettivo. Le prossime modifiche alla Sezione 1260H del NDAA mostrano che tali obiettivi implicheranno, in prospettiva, la necessità per le imprese americane di acquisire maggiore visibilità e controllo sui sub-tier della catena di approvvigionamento.
Le aziende che vogliono rimanere conformi alle normative statunitensi—nonché soddisfare le aspettative di clienti corporate, investitori e stakeholder chiave—devono rafforzare la flessibilità della supply chain. Tutto parte dall’aumentare la visibilità. La piattaforma di supply chain risk management (SCRM) Z2Data aiuta le aziende a mappare la catena di approvvigionamento, consentendo di visualizzare fornitori diretti e sub-tier, fab, EMS, siti di assemblaggio e altri impianti di produzione tramite visualizzazioni dettagliate. Il part-to-site mapping di Z2Data fornisce una funzionalità complementare avanzata, collegando componenti e sottoassiemi ai relativi siti produttivi specifici, mostrando agli utenti come i propri componenti si integrino nelle più ampie reti della supply chain.
Z2Data mantiene inoltre un ampio database di sub-tier intelligence che consente di accedere a milioni di connessioni tra fornitori diretti e produttori sub-tier in tutto il mondo. La tecnologia sottostante raccoglie dati da fonti altamente affidabili per individuare relazioni verificate tra componenti, fornitori e entità di sub-tier. Ciò permette alle aziende di sfruttare Z2Data per ottenere insight più approfonditi sulla propria supply chain, estendendo la mappatura nei sub-tier e preparandosi agli obblighi commerciali futuri.
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