4 imminenti cambiamenti normativi su lavoro forzato e ambiente

Nel 2023 entreranno in vigore nuove normative e aggiornamenti regolatori, molti dei quali riguardano il lavoro forzato, la sicurezza ambientale e le emissioni di CO2.

4 imminenti cambiamenti normativi su lavoro forzato e ambiente

Nuove normative e aggiornamenti regolatori sono in arrivo nel 2023, molti dei quali riguardano il lavoro forzato, la sicurezza ambientale e le emissioni di CO2.

Questa tendenza mira a radicare i principi ESG (Environmental, Social, Governance), i diritti umani e la responsabilità aziendale nelle catene di approvvigionamento. Lo scorso novembre, SEMI e il Semiconductor Climate Consortium (SCC) hanno annunciato oltre 60 membri fondatori della prima collaborazione globale delle aziende dell'ecosistema dei semiconduttori, con la missione di ridurre le emissioni di gas serra lungo tutta la catena del valore del settore.  

Anche l’UE ha proposto un Green Deal europeo per standardizzare un quadro politico coerente, volto a sostenere l’Unione nella produzione di beni, servizi e modelli di business sostenibili e a ridurre l’impronta ambientale dei prodotti consumati nell’UE.  

Ecco alcune delle normative imminenti da monitorare: 

Legge tedesca sulla due diligence nella catena di approvvigionamento  

La Legge tedesca sulla due diligence nella catena di approvvigionamento (SCDDA) è entrata in vigore a gennaio di quest’anno per valutare e gestire le minacce ai diritti umani e all’ambiente nella filiera. La legge impone a tutte le aziende tedesche con almeno 3.000 dipendenti di prevenire o minimizzare le violazioni dei diritti umani e ambientali nelle proprie catene di approvvigionamento. Nel 2024, la normativa si applicherà alle aziende con almeno 1.000 dipendenti.  

La SCDDA richiede alle imprese in Germania di affrontare i seguenti rischi:  

  • Lavoro forzato  
  • Lavoro minorile  
  • Discriminazione  
  • Violazione della libertà di associazione  
  • Occupazione non etica  
  • Condizioni di lavoro non sicure  
  • Degrado ambientale.  

Le aziende dovranno:  

  • Sviluppare un sistema di gestione dei rischi. 
  • Condurre un’analisi dei rischi per identificare e ridurre i rischi legati ai diritti umani e all’ambiente. 
  • Designare una o più persone responsabili all’interno dell’organizzazione per effettuare regolarmente l’analisi del rischio e redigere una dichiarazione di politica.  
  • Stabilire e attuare misure preventive dei rischi. 
  • Adottare misure correttive.  
  • Istituire una procedura interna di reclamo.  
  • Documentare e riferire in modo continuativo.  

Cambiamenti alla UFLPA 

Dopo l’entrata in vigore della Uyghur Forced Labor Prevention Act ("UFLPA"), la U.S. Customs and Border Patrol (CBP) ha aggiornato i programmi volontari Customs-Trade Partnership Against Terrorism ("CTPAT") Security e CTPAT Trade Compliance per includere requisiti di due diligence sul lavoro forzato.  

Inoltre, il governo statunitense sta valutando di ampliare l’ambito della legge inserendo minerali critici nella Entity List.  

A fine dicembre e inizio gennaio, la US Customs and Border Protection (CBP) ha iniziato ad avviare attività di enforcement e a emettere avvisi di detenzione contro prodotti in alluminio ai sensi della Uyghur Forced Labor Prevention Act (UFLPA) e sembra estendere l’applicazione della UFLPA anche ai prodotti in alluminio. 

La CBP ha adottato un approccio basato sul rischio, dando priorità alle merci più a rischio importate direttamente dalla Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang, o Xinjiang, negli Stati Uniti nonché dagli enti presenti nella UFLPA Entity List. Scopri di più. 

Regolamento UE proposto sul lavoro forzato 

Lo scorso settembre, la Commissione Europea ha proposto un nuovo regolamento che vieta l’importazione e l’esportazione nell’UE di prodotti realizzati con lavoro forzato. La proposta si basa su definizioni e standard concordati a livello internazionale e sottolinea l’importanza della stretta collaborazione con i partner globali. Le autorità nazionali potranno inoltre ritirare dal mercato dell’UE prodotti realizzati con lavoro forzato al termine di un’indagine.  

La normativa mira a controllare la vendita di prodotti realizzati direttamente o indirettamente da lavoratori forzati, senza prendere di mira un settore specifico, consapevole tuttavia che la pratica è particolarmente diffusa nei settori tessile, minerario e agricolo.  

Gli Stati membri dell’UE designeranno autorità preposte all’applicazione della legge. Inoltre, la Commissione istituirà una banca dati pubblica per fornire linee guida chiare e facilitare il coordinamento tra gli Stati membri. 

Proposta SEC sulle disclosure climatiche obbligatorie 

La U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) ha proposto una nuova regola volta a rafforzare e standardizzare la trasparenza sulle informazioni di carattere climatico rivolte agli investitori.  

La regola proposta obbligherebbe una società iscritta obbligata a fornire informazioni sulla governance dei rischi climatici e sui relativi processi di risk management. Inoltre, in base a questa normativa, l’azienda dovrà dichiarare le proprie emissioni dirette e indirette (scope 1&2) di gas serra (GHG – Greenhouse Gas) e le emissioni GHG lungo la catena del valore (scope 3, a monte e a valle).   

In sintesi 

L’evoluzione continua del panorama regolatorio globale può esporre l’organizzazione a rischi potenzialmente in grado di minacciare la continuità operativa e la reputazione aziendale.  

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