La proposta di restrizione dei PFAS nell’ambito REACH
All’inizio di quest’anno, cinque autorità nazionali hanno presentato una proposta all’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) per includere i PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) nell’elenco delle restrizioni REACH (Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals). Se adottata, questa proposta rappresenterebbe una delle modifiche più significative al REACH dall’entrata in vigore nel giugno 2007. Il provvedimento potrebbe vietare l’uso di tutti i PFAS, che comprendono oltre 10.000 sostanze diverse.
La proposta segue un’ampia indagine durata tre anni da parte delle autorità dei cinque Paesi coinvolti, che ha riscontrato che i PFAS rappresentano un rischio per la salute umana e per l’ambiente. La proposta afferma:
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«I PFAS sono, o alla fine si trasformano in, sostanze persistenti, con conseguente esposizione e accumulo ambientale irreversibile. A causa della loro solubilità in acqua e mobilità, la contaminazione di acque superficiali, sotterranee e potabili e del suolo si è verificata nell’UE così come a livello globale e continuerà a verificarsi. È stato dimostrato che è molto difficile e estremamente costoso rimuovere i PFAS una volta rilasciati nell’ambiente. Inoltre, alcune di queste sostanze presentano proprietà tossiche e/o bioaccumulative, sia rispetto alla salute umana che all’ambiente. Senza un intervento mirato, le concentrazioni continueranno ad aumentare e i loro effetti tossici e inquinanti saranno difficilmente reversibili.»
Nel fascicolo presentato sono considerate due opzioni distinte di restrizione:
- Divieto totale, con un periodo di transizione di 18 mesi per le aziende
- Divieto con deroghe specifiche per uso e di durata limitata
Tempistiche generali per la revisione della regolamentazione PFAS proposta
La proposta iniziale è stata presentata all’ECHA il 13 gennaio 2023. Il 22 marzo, l’ECHA ha aperto la proposta a commenti pubblici. Da allora sono stati presentati centinaia di contributi da singoli individui e aziende di tutto il mondo.
Alcuni evidenziano l’apprezzamento per misure preventive a tutela della salute umana e ambientale. Molti altri chiedono l’esenzione di determinate sostanze, in particolare dei fluoropolimeri, da ulteriori restrizioni.
Questa finestra per i commenti pubblici sull’Allegato XV si chiuderà il 25 settembre 2023 alle 23:59 ora di Helsinki, dopo di che i comitati ECHA adotteranno i propri pareri e li trasmetteranno alla Commissione europea.
Come inoltrare un commento sulla regolamentazione proposta dei PFAS
Le parti interessate dovranno inviare i commenti utilizzando un modulo sul sito web dell’ECHA. È possibile inviare commenti in forma anonima oppure specificando dati aziendali e nominativi. È responsabilità del singolo rimuovere eventuali dati identificativi.
L’ECHA raccomanda che le osservazioni contengano:
- Settore di appartenenza e modalità di utilizzo attuale dei PFAS
- Impatto socio-economico derivante dall’implementazione di nuove normative sui PFAS
- Elementi a supporto dell’eventuale necessità di esenzione (o per cui la regolamentazione non debba procedere)
- Disponibilità o meno di alternative
Ulteriori informazioni su come inviare un commento sono disponibili qui: cad38c27-ede8-2268-00c6-939ea066743c (europa.eu)
Commenti inviati sulla proposta di regolamentazione PFAS
Di seguito alcuni commenti già inoltrati da aziende e singoli sulle restrizioni suggerite:
«Il Chips Act europeo mira a garantire che [l’Europa] sia in grado di produrre chip per computer su scala sufficientemente ampia da diventare [indipendente] dall’Asia. La produzione di chip richiede acqua e sostanze chimiche ultrapure. L’uso di tubi, raccordi, valvole e recipienti in PVDF, ECTFE, PFA e PTFE è indispensabile in questo settore.» - Privato, Austria
«Siamo anche produttori di tubi termoretraibili e sistemi di rivestimento in fluoroplastici per applicazioni industriali applicabili in ogni settore. Dal panettiere o macellaio che protegge i suoi prodotti mediante protezioni antischeggia sulle luci, al produttore di sensori che desidera prolungare sensibilmente il ciclo di vita dei propri componenti elettronici, all’ingegnere che cerca il materiale ideale per progetti aerospaziali in grado di resistere a requisiti estremi e allo stesso tempo quasi privo di peso. Fluoroplastici come PTFE, FEP, PFA e altri 35 materiali appartenenti a questo gruppo sono purtroppo indispensabili e insostituibili per via delle loro proprietà.» - Dennis Olschowka, ESZ W. Becker GmbH, Germania
«I fluoropolimeri dovrebbero essere esclusi da tutte le attività regolatorie nell’ambito della restrizione REACH. I fluoropolimeri possono essere classificati come PFAS sulla base della propria struttura molecolare. Tuttavia, il loro profilo tossicologico ed ecotossicologico è sostanzialmente diverso dalla maggior parte delle sostanze PFAS... La stabilità dei fluoropolimeri si traduce direttamente in proprietà di prestazione uniche e durature in molte applicazioni. Per i nuovi megatrend come l’idrogeno verde, la trasmissione dati 5G o l’e-mobility, i fluoropolimeri rappresentano la base su cui queste innovazioni diventano possibili.» - Privato, Austria
«I PFAS sono polimeri high tech insostituibili nei nostri prodotti, poiché non esistono alternative per queste proprietà…I PFAS sono indispensabili per il corretto funzionamento delle nostre pompe. I PFAS sono utilizzati come rivestimento nelle pompe e la funzione meccanica e chimica non può essere sostituita da altri prodotti.» - Leistritz Pumpen GmbH, Germania
«Richiediamo l’esclusione totale dei fluoropolimeri da questa regolamentazione, in quanto polimeri a basso rischio secondo lo schema OCSE.» - Lenzing Plastics GmbH & Co KG
«Grazie alle eccellenti prestazioni del PTFE in termini di biocompatibilità e stabilità a lungo termine con dati longevi di alto livello, il PTFE viene utilizzato per impianti permanenti di classe 3 (valvole cardiache artificiali), senza emissioni o rilascio di sostanze durante il periodo d’uso.» - Lenzing Plastics GmbH & Co KG, Austria
«La nostra azienda Atolli Oy fornisce tubazioni, guarnizioni, valvole e recipienti a basso impatto ambientale (LCA) per l’industria chimica e di processo. Per la realizzazione di queste tubazioni utilizziamo semilavorati in PVDF, ECTFE, FEP, PFA e PTFE. Questi prodotti hanno una durata di vita circa 5-10 volte superiore e un’impronta di carbonio (LCA) sensibilmente inferiore rispetto a metalli o ad altri materiali alternativi in uso. Queste tubazioni sono impiegate nell’industria chimica, di batterie, alimentare, farmaceutica, ecc… Il nostro obiettivo è l’esclusione dei semilavorati di fluoropolimeri da tutte le attività regolatorie nell’ambito delle restrizioni REACH.» - Atolli OY, Finlandia
«A mio avviso, questo divieto generale non tiene sufficientemente conto dell’utilizzo dei fluoropolimeri all’interno dei processi produttivi dell’industria (chimica). Sono necessari composti altamente stabili e tecnicamente sigillati per evitare emissioni diffuse (di sostanze pericolose) e rispettare gli attuali limiti di emissione per gli impianti chimici. I polimeri fluorurati sono indispensabili proprio per le loro proprietà materiali (stabilità a lungo termine, resistenza a mezzi abrasivi, superfici inerti, ...), al fine di realizzare connessioni tecnicamente tenute e rivestimenti interni per attrezzature (tubi, contenitori); non esiste una sostituzione disponibile per ogni applicazione.» - Privato, Germania
«Un divieto indifferenziato avrà inevitabilmente effetti negativi su progetti futuri essenziali per l’umanità (transizione energetica, elettrificazione nel settore automotive, industria di processo chimico, ecc.).» - Privato, Germania
«Nelle stampanti inkjet industriali, PTFE, ECTFE, PFA, ETFE e FKM sono impiegati nelle parti a contatto con l’inchiostro, come tubi, valvole e pompe. Il motivo è la loro resistenza chimica agli inchiostri. L’uso di PTFE, ECTFE, PFA, ETFE e FKM è essenziale e non può essere sostituito.» - Azienda, Giappone
«Considerando che il 90% dei materiali che utilizziamo sono fluoropolimeri o fluoroelastomeri, molti dei quali qualificati come compatibili per l’uso alimentare, farmaceutico e medicale, e che attualmente non esistono alternative altrettanto valide, desideriamo capire se è possibile escludere queste sostanze (PTFE, FKM, FFKM, FEP) dall’elenco PFAS...Tale restrizione potrebbe causare la chiusura totale della nostra azienda.» - CAAST S.p.A, Giappone
«...non disponiamo di un prodotto alternativo per sostituire i nostri rivestimenti in fluoropolimero…» -PPG, Turchia
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«L’INCLUSIONE DEI POLIMERI PTFE, FEP, FFKM, FKM, FEPM NELLA SOPRAMMENZIONATA LEGISLAZIONE È INUTILE. QUESTI MATERIALI SONO UTILIZZATI IN PRODOTTI SIGILLANTI NELL’INDUSTRIA DI TUTTO IL MONDO, SENZA ALTERNATIVE.» - Azienda, Regno Unito
«Inoltre, una limitazione dei fluoropolimeri aumenterà il rischio e avrà impatti negativi per la società europea in termini di sicurezza per esseri umani e ambiente (ovvero compromettere il raggiungimento della normativa e degli obiettivi sulle emissioni di CO2 nel settore dei trasporti nel caso di sostituzione se possibile – con materiali e design alternativi – durante l’intero ciclo di vita del prodotto/applicazione).» - Azienda, Norvegia
Vuole saperne di più sulle normative PFAS e sui relativi rischi?
Partecipi il 9 novembre 2023 a un webinar gratuito dedicato ai PFAS. Il webinar approfondirà gli ultimi aggiornamenti sulla normativa PFAS negli Stati Uniti e in Europa, incluso l’attuale proposta di divieto per oltre 10.000 PFAS in UE. Verranno inoltre esplorati i diversi impieghi dei PFAS nei processi produttivi e nelle fasi della catena di approvvigionamento che potrebbero essere coinvolte da nuove regolamentazioni di ampia portata.
Webinar – Restrizioni PFAS nell’elettronica: cosa deve sapere
Giovedì 9 novembre 2023 alle ore 11:00 PDT (14:00 EDT)
Il webinar sarà condotto da Mike Kirschner, esperto di compliance ambientale di prodotto, con oltre 20 anni di esperienza nell’ingegneria e nella gestione tecnica presso aziende come Intel, Tandem Computers e Compaq.