La carenza di chip per il settore automotive: terminerà nel 2024?

Secondo gli addetti ai lavori, la carenza di semiconduttori per l'automotive potrebbe durare fino al 2024. Quali misure stanno adottando i produttori di chip e le case automobilistiche per contrastare la carenza?

La carenza di chip per il settore automotive: terminerà nel 2024?

Sapeva che nel 2021 una media di veicoli elettrici (EV) richiede 770 chip, mentre un’auto con motore a combustione interna necessita di circa 560 chip/circuiti integrati?

Domanda in crescita, maggiore concorrenza

L’arrivo dell’era 5G, insieme alla scelta da parte dei produttori automobilistici globali di sfruttare incentivi governativi per ridurre le emissioni di carbonio adottando architetture elettriche/elettroniche nei propri veicoli, ha ulteriormente aumentato la domanda di chip avanzati nelle auto di uso quotidiano.

Ma non è solo l’automotive ad aver incrementato la richiesta di questi componenti avanzati. Quasi tutti i settori industriali e consumer richiedono semiconduttori, complice la proliferazione dell’Internet of Things (IoT) e delle tecnologie avanzate.

Per questa competizione nell'approvvigionamento di semiconduttori, le case automobilistiche hanno lasciato il passo ad altri settori—come l’elettronica di consumo—che godono di maggiore priorità nella catena di approvvigionamento dei chip poiché rappresentano una quota più elevata dei profitti dei produttori di chip.

Quota di mercato dei semiconduttori per applicazione, 2018 vs 2019
Fonte: Statista, maggio 2020. 601384.

Secondo fonti di settore, l’attuale carenza di IC e chip per l’automotive durerà almeno fino al 2023 o persino al 2024.

Come le case automobilistiche gestiscono la carenza nel 2021

Alcune aziende, come Tesla, stanno affrontando la carenza piuttosto bene. Nel 3Q21, la principale società EV ha registrato risultati di vendita positivi grazie all’allargamento della propria rete di partner nella catena di approvvigionamento e a una forte capacità di progettazione software e hardware.

Altri produttori automobilistici, come Toyota, hanno avviato lo sviluppo interno di chip per gestire la carenza in corso. Il produttore giapponese ha stretto una collaborazione con Denso per sviluppare semiconduttori destinati a diverse applicazioni: guida autonoma, servizi di ride-sharing, e altro.

Anche Volkswagen e Hyundai hanno avviato lo sviluppo di chip diversificati per i loro veicoli. Tuttavia, nonostante i progressi di VW nello sviluppo interno di chip, recenti rapporti di Bloomberg segnalano che il produttore tedesco produrrà 250.000 auto in meno del previsto nel sito Skoda. Questo dato è più che raddoppiato rispetto alle stime di appena un mese prima, che indicavano 100.000 veicoli mancanti a causa della carenza, dovuta a turni di lavoro annullati e veicoli non completati.

How automakers are handling the shortage
VW non è la sola ad avere difficoltà

Anche altri costruttori storici, uniti ai fermi di produzione causati dal Covid, faticano a rafforzare le proprie scorte di chip e subiscono la pressione di non farsi superare da startup emergenti come Tesla.

I produttori di chip cercano di aumentare la produzione, i fornitori faticano a soddisfare la domanda

Renesas Electronics prevede di incrementare fino al 50% la produzione di MCU automotive entro due anni. Parallelamente, Infineon ha investito quasi 2,1 miliardi di dollari nell’espansione della capacità, mentre TSMC punta a incrementare del 61% la produzione di MCU auto nel prossimo anno.

Nonostante produttori di chip e IDM internazionali stiano potenziando la produzione di chip automotive e MCU, molti fornitori faticano ancora a stare al passo con la domanda. Ad esempio, Bosch China—Fornitore Tier 1 di semiconduttori auto—ha dichiarato durante una conferenza stampa il 13 ottobre 2021 che riesce a soddisfare solo la metà della domanda di semiconduttori delle case automobilistiche.

Bosch acquista semiconduttori da produttori come STMicroelectronics e Infineon, li integra e li spedisce ai costruttori auto. Le gravi ondate di Covid nel Sud-est asiatico restano una causa principale della continua carenza di forniture. Il Dr. Chen Yudong, presidente di Bosch China, ha dichiarato riguardo ai tassi di fornitura per i chip automotive: «Attualmente è impossibile soddisfare tutte le esigenze del mercato. Una carenza dal 10% al 20% sarà la norma».

IDM automobilistici annunciano aumenti di prezzo dei chip

A partire dal 2022, gli IDM automotive annunceranno aumenti di prezzo sui propri chip compresi tra il 10% e il 20%. I seguenti IDM hanno già comunicato ufficialmente tali aumenti:

  • Infineon
  • Renesas
  • NXP
  • TI
  • STMicroelectronics

A complicare ulteriormente lo scenario, le recenti restrizioni sull’energia in Cina hanno messo a rischio la fornitura di magnesio per l’industria automotive: infatti la Cina produce l’85% della fornitura globale di magnesio. Gli impianti di magnesio nello Shaanxi hanno ridotto la produzione per motivi energetici, mentre in Europa le scorte sono quasi esaurite. Sebbene la carenza di chip sia oggi al centro dell’attenzione, anche i componenti meccanici potrebbero presto diventare beni sempre più scarsi.