Gestione del ciclo di vita del prodotto

Le carenze di chip causate dal COVID e dalle tensioni geopolitiche hanno evidenziato le criticità della catena di approvvigionamento e della PLM. Strategie proattive e strumenti digitali sono fondamentali per il successo.

Gestione del ciclo di vita del prodotto

Le carenze di chip degli ultimi due anni sono state attribuite a diversi fattori legati al COVID, come chiusure forzate, carenza di manodopera e aumento della domanda dei consumatori. Sebbene la pandemia sia stata una delle principali cause delle recenti carenze di chip, in realtà ha solo messo in luce vulnerabilità già esistenti nella catena di approvvigionamento dei semiconduttori. 

La globalizzazione del settore negli ultimi vent’anni, unita al crescente rischio di disastri naturali e all’instabilità geopolitica, ha generato volatilità nel settore e contribuito alle attuali carenze di chip. 

Breve storia ...

Negli ultimi due decenni, innovazione, domanda dei consumatori e considerazioni sui costi aziendali hanno provocato un cambiamento nell’industria della produzione elettronica. Per ottimizzare le operazioni, soddisfare la domanda di mercato e aumentare la redditività, OEM, CM e produttori di componenti hanno scelto la produzione offshore. 

Mentre questa tendenza proseguiva e le complessità aumentavano nella produzione di semiconduttori, anche i fornitori hanno modificato le proprie strategie, fondendosi e consolidando i propri impianti produttivi (FAB). Secondo Tech Wire Asia, la maggior parte della produzione è realizzata da due aziende dell’Asia orientale: TSMC (Taiwan) e Samsung (Corea del Sud). Sempre secondo Tech Wire Asia, questi impianti producono fino al 70% dei semiconduttori mondiali. 

Queste pratiche hanno generato dipendenze produttive e vulnerabilità globali della catena di approvvigionamento già prima della pandemia. Alcune di queste criticità si sono manifestate durante disastri naturali come lo tsunami del 2011 in Giappone o, più recentemente, le alluvioni del 2019 in Giappone e Thailandia, che oltre alle vittime e ai danni hanno interrotto numerose filiere industriali causando molteplici disagi nella catena di approvvigionamento. 

Le minacce geopolitiche, come la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, hanno ulteriormente evidenziato le vulnerabilità nella catena di approvvigionamento elettronica e portato a carenze di semiconduttori già prima della pandemia. 

La pandemia ha ulteriormente accentuato le vulnerabilità della catena di approvvigionamento e aggravato la carenza di semiconduttori. Deloitte riporta che le carenze di chip degli ultimi due anni hanno causato mancate entrate per oltre 500 miliardi di dollari a livello globale tra semiconduttori e settori clienti, con oltre 210 miliardi di dollari di mancato fatturato solo nel settore automotive nel 2021.

Come mitigare ...

È evidente che un approccio reattivo nella gestione delle interruzioni di mercato ha esercitato una forte pressione sulla stabilità e sulla redditività delle aziende di produzione elettronica.  

Adottare un approccio agile per gestire le attuali interruzioni e sviluppare strategie proattive di gestione del ciclo di vita del prodotto è non solo fondamentale, ma imprescindibile per il successo aziendale e per orientarsi in un mercato in continua evoluzione.  

Una solida strategia di gestione del ciclo di vita del prodotto consente di aumentare l’efficienza operativa, ridurre il time-to-market, garantire la compliance, abbassare i costi di prodotto e incrementare i ricavi.  

Pianificare strategie per gestire i crescenti rischi della catena di approvvigionamento come carenza di chip, instabilità geopolitica e variabilità ambientale è essenziale. Digitalizzare la catena di approvvigionamento e adottare strumenti che forniscano visibilità sui rischi della filiera aumenta agilità e resilienza aziendale.

Sono disponibili numerosi strumenti per la gestione del ciclo di vita del prodotto e dei rischi della catena di approvvigionamento; la sfida principale per i produttori rimane però l’accesso a informazioni rilevanti per la propria filiera e le proprie operazioni. 

Analizzare grandi volumi di dati e fattori di rischio e poi comprenderne la rilevanza per la propria realtà è oneroso in termini di tempo e costi. A tutto ciò si aggiunge la complessità di integrare dati interni ed esterni in un’unica piattaforma accessibile, dove più team possano collaborare e accedere alle informazioni necessarie.