Questo articolo è la seconda parte di una serie in due episodi dedicata ai controlli sulle esportazioni cinesi di minerali critici. Nella prima parte, sono state analizzate la storia dei controlli cinesi sulle esportazioni di minerali critici e le principali ragioni per cui trovare fonti alternative di approvvigionamento resta una sfida. In questa seconda parte, l’attenzione si concentra su come la Cina potrebbe rendere ancora più restrittivi i propri controlli sulle esportazioni e su quali strategie di mitigazione siano a disposizione delle aziende.
In sintesi
- Nonostante la varietà di opzioni di cui dispone la Cina per rispondere ai controlli commerciali statunitensi, potrebbe trattenersi dall’agire per non danneggiare le proprie imprese, che rischierebbero di perdere l’accesso al più grande mercato mondiale.
- Sebbene le restrizioni cinesi sui minerali abbiano avuto finora un impatto limitato sulle aziende statunitensi, l’eventuale introduzione da parte del Partito Comunista Cinese (CCP) di requisiti di due diligence più rigidi per i controlli sugli end user potrebbe rendere questi controlli molto più incisivi.
- Se nel tempo i controlli sulle esportazioni dovessero diventare più severi, le aziende statunitensi potrebbero dover valutare lo sviluppo di nuove tecnologie e la progettazione di componenti che non richiedano i minerali oggetto di restrizione da parte della Cina.
I recenti controlli sulle esportazioni cinesi potrebbero sembrare una nuova risposta aggressiva alle restrizioni commerciali degli Stati Uniti, ma in realtà il Partito Comunista Cinese (CCP) reagisce alle misure statunitensi sin dal 2022. Un recente report dell’IISS evidenzia la successione continua di restrizioni messe in atto da entrambe le parti nell’ultimo decennio. Pur disponendo di un vero regime di controlli all’esportazione soltanto dal 2020, la Cina ha progressivamente ampliato negli ultimi cinque anni la lista di prodotti e aziende soggetti a restrizione.
I dati degli ultimi cinque anni indicano chiaramente che la Cina tende a limitare maggiormente i materiali per i quali possiede un vantaggio intrinseco in termini di produzione, tecnologia o capacità industriale rispetto agli Stati Uniti. Saranno probabilmente soggetti a restrizioni anche quei prodotti che possono colpire l’industria statunitense. Nei prossimi mesi e anni, la Cina potrebbe imporre restrizioni a numerose altre categorie, tra cui:
- Minerali delle terre rare
- Minerali critici secondo la classificazione USGS
- Apparecchiature di processo correlate
- Veicoli elettrici (EV) e componenti EV
- Batterie e componenti per batterie
Le preoccupazioni economiche che potrebbero limitare i controlli cinesi sui minerali critici
Nonostante le numerose opzioni di risposta a disposizione della Cina, non è detto che vengano adottate, interamente o parzialmente. Ciò perché, pur colpendo l’industria statunitense, tali restrizioni potrebbero avere un impatto negativo anche sulle aziende cinesi private dell’accesso al principale mercato mondiale. Il CCP deve quindi bilanciare gli obiettivi geopolitici con la necessità di sostenere le aziende nazionali che contribuiscono all’economia e al PIL. Considerata la situazione economica attuale della Cina, si tratta di un equilibrio particolarmente delicato.
L’economia cinese ha registrato vent’anni di crescita accelerata tra il 2000 e il 2020. Con la pandemia di COVID-19 e altre criticità strutturali, tuttavia, negli anni 2020 il tasso di crescita è rallentato. Molte aziende straniere hanno iniziato a chiudere gli stabilimenti cinesi e a trasferirsi in paesi più economici e geopoliticamente meno rischiosi come Vietnam e Malaysia. Anche per questi motivi, il tasso di disoccupazione in Cina è cresciuto considerevolmente.
Cresce poco anche la domanda interna, che pur rappresenta una priorità per i vertici cinesi, a causa della deflazione che caratterizza l’inizio del 2025. In sintesi: l’economia cinese, pur mantenendo tassi di crescita ragionevoli, appare oggi più fragile rispetto al passato recente. Come ogni paese, la Cina dovrà mantenere un equilibrio stretto tra le proprie ambizioni geopolitiche e una realtà economica sempre più precaria. Molte aziende, posti di lavoro e flussi di ricavi dipendono dagli Stati Uniti; restringere questi rapporti potrebbe aggravare le difficoltà economiche del paese, un esito assolutamente da evitare secondo le priorità del governo.
Considerata l’espansione degli strumenti di controllo sulle esportazioni, è lecito supporre che la Cina continuerà a reagire ai dazi dell’Amministrazione Trump e ad altre misure commerciali. Man mano che la guerra commerciale prosegue, le aziende dovranno monitorare alcune aree chiave per valutare quanto le restrizioni cinesi potrebbero colpire la loro filiera di minerali.
Come ogni paese, la Cina dovrà mantenere un equilibrio stretto tra le proprie ambizioni geopolitiche e una realtà economica sempre più precaria.
Principali criticità per le aziende statunitensi in tema di export control
Le recenti restrizioni cinesi sui minerali non hanno ancora avuto un impatto significativo sulle aziende statunitensi, ma è fondamentale monitorare attentamente l’evolversi della situazione. Non tutte le restrizioni commerciali pongono rischi per tutte le imprese, ma è probabile che l’attuale conflitto commerciale si intensifichi, ampliando la gamma di beni soggetti a restrizioni cinesi.
In questo contesto, è importante monitorare alcuni indicatori per valutare il rischio di interruzioni nelle forniture, nonché i cambiamenti strutturali a lungo termine nelle catene di approvvigionamento dei minerali:
- Intensità dei controlli sugli end user: Le restrizioni cinesi sui minerali hanno finora avuto un impatto minimo sulle aziende statunitensi, ma le ragioni potrebbero essere diverse. Un recente articolo di Fastmarkets osserva che l’attuale definizione cinese di “end user” probabilmente lascia significativi margini per la riesportazione di merci verso gli Stati Uniti. Se la Cina dovesse modificare tale definizione o introdurre requisiti di due diligence più ampi per i controlli sugli end user, il potere delle restrizioni aumenterebbe considerevolmente. Se un domani la Cina sceglierà di rafforzare tali controlli, è probabile che prezzi e disponibilità dei minerali soggetti a restrizioni diventino molto meno favorevoli per paesi come gli Stati Uniti.
- Estensione delle restrizioni a nuovi minerali e altri prodotti: L’evoluzione geopolitica continua a mettere sotto pressione i rapporti Cina-Stati Uniti. Un indicatore chiave di rischio è la reazione cinese all’introduzione di nuovi dazi dell’Amministrazione Trump. La Cina potrà continuare a limitare l’export di minerali e di altri prodotti verso gli Stati Uniti, ma il CCP può anche introdurre dazi all’esportazione o altre restrizioni commerciali con impatti più ampi sul flusso di merci verso il mercato statunitense. Suscitano particolare preoccupazione restrizioni generalizzate su nuovi prodotti, barriere come dazi doganali all’export o un controllo più stringente su riesportatori e aziende manifatturiere che utilizzano input cinesi soggetti a restrizione.
Strategie di mitigazione per le restrizioni cinesi sui minerali critici
- Sviluppo di fonti alternative per i minerali sottoposti a restrizione: Gli Stati Uniti hanno già avviato numerosi programmi per incentivare la produzione locale di minerali critici, compresi quelli oggetto di blocco da parte della Cina. Ciò comporterà svariati ostacoli: tempi di consegna molto lunghi per le apparecchiature di processo (talvolta con dipendenza da fornitori cinesi), oltre a problematiche ambientali e regolamentari da superare prima di poter avviare l’estrazione mineraria. Per le aziende interessate a gestire attivamente il rischio, monitorare le forniture di minerali al di fuori della Cina sarà fondamentale. Sarà inoltre necessario valutare il rischio continuo per le catene di approvvigionamento che fanno affidamento su minerali oggetto di restrizione da parte della Cina.
- Sviluppi tecnologici alternativi: Molti dei minerali critici e delle terre rare di cui la Cina domina la produzione possiedono caratteristiche fisiche e chimiche difficilmente replicabili. Se le restrizioni rimarranno in essere e le forniture extra-cinesi non aumenteranno in modo significativo, le aziende saranno incentivate a sviluppare nuove tecnologie e a progettare nuovi componenti che non richiedano minerali sottoposti a restrizione dalla Cina (ma che garantiscano comunque proprietà elettriche equivalenti). In alternativa, sarà importante valutare la possibilità di utilizzare componenti alternativi già disponibili che non impieghino minerali critici estratti e raffinati in Cina.
Anche se i recenti divieti cinesi sull’export di minerali non hanno ancora avuto un impatto negativo serio sull’industria statunitense, molte aziende restano vulnerabili a ulteriori restrizioni commerciali da parte della Cina. Dato il ruolo dominante della Cina nelle filiere di minerali critici e la sua capacità di introdurre controlli ancora più stringenti in ogni momento, è indispensabile mappare in dettaglio i minerali fondamentali per i propri componenti e prodotti. Solo una volta chiariti i fabbisogni di materiali sarà possibile individuare e mettere in sicurezza componenti alternativi — o sviluppare nuovi progetti — che non dipendano dai minerali su cui la Cina detiene il controllo.
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