Punti principali dell’articolo:
- La mancanza di visibilità rende più difficile per le imprese mantenere rapporti con i fornitori di sub-livello.
- Per sviluppare una gestione solida dei fornitori di sub-livello, è necessario approfondire visibilità e trasparenza all’interno delle reti produttive e implementare sistemi di monitoraggio dei fornitori di secondo e terzo livello nel tempo.
- Una volta identificati i fornitori di sub-livello e impostata una strategia per valutazioni ricorrenti, è opportuno definire una cadenza regolare di comunicazione. Le aziende che riescono a mantenere un dialogo costante con fornitori di secondo e persino terzo livello ottengono numerosi vantaggi.
Nell’ambito dei rischi della catena di approvvigionamento, i fornitori rappresentano alcune delle minacce più rilevanti. Per le aziende che si riforniscono attraverso catene globali complesse, i fornitori possono introdurre rischi quali instabilità finanziaria, mancata conformità, violazioni ESG, minacce alla sicurezza informatica e interruzioni produttive. Molti produttori di apparecchiature originali (OEM) adottano misure per mitigare questi rischi nei fornitori di primo livello, ma spesso sono i produttori di sub-livello a rappresentare le minacce maggiori.
Ciascuna azienda, che dia priorità alla conformità, agli aspetti ESG o alla continuità produttiva, dovrebbe considerare la gestione dei fornitori di sub-livello come elemento critico della propria strategia di supply chain risk management (SCRM).
Che cos’è la Supplier Management?
La supplier management consiste nell’impiegare strategie e strumenti mirati a supervisionare, migliorare e ottimizzare le prestazioni dei fornitori di un’impresa. La società di consulenza globale The Hackett Group definisce il termine come «il processo strategico di gestione e ottimizzazione dei rapporti di un’organizzazione con i propri fornitori per garantire qualità, performance e valore costanti».
Data l’ampiezza del concetto, numerose funzioni rientrano nel suo perimetro, tra cui:
- Valutazione del rischio fornitore
- Valutazione delle prestazioni dei fornitori
- Selezione e onboarding dei fornitori
- Comunicazione e collaborazione
- Condivisione delle informazioni e trasparenza dei dati
- Analisi e insight dei dati
I fornitori di sub-livello rappresentano un rischio maggiore rispetto ai produttori diretti?
Molte aziende focalizzano la mitigazione del rischio sui fornitori di primo livello. Tuttavia, questa scelta è spesso guidata più dalla facilità di accesso che dalla reale distribuzione dei rischi. Le aziende, infatti, continuano ad avere molta più visibilità sui fornitori di primo livello che sugli altri produttori che compongono la loro catena di approvvigionamento.
Dai dati di un recente sondaggio pubblicati da McKinsey, oltre il 90% dei leader della supply chain dichiara di conoscere i propri fornitori di primo livello. Una percentuale simile comprende anche i rischi associati a questi fornitori diretti e svolge regolari incontri con i team della catena di approvvigionamento dei produttori di primo livello. Per i fornitori di secondo livello, questi numeri calano nettamente: solo il 58% degli intervistati sa chi siano, meno della metà conosce i relativi rischi e solo poco più di un quarto si incontra regolarmente con i fornitori di secondo livello. Le percentuali si riducono drasticamente per i fornitori di terzo livello: solo il 15% sa chi siano, meno di uno su dieci ne conosce i rischi e una frazione altrettanto esigua si incontra regolarmente con loro.
Tuttavia, se da un lato i limiti pratici portano gli OEM ad avere più visibilità e controllo sui fornitori diretti, molti dei rischi più gravi si annidano nei sub-livelli. Questi fornitori, infatti, tendono a essere produttori più piccoli, con minore supervisione normativa e limiti di governance interna. Inoltre, essendo spesso aziende di proprietà privata, presentano profili finanziari più fragili rispetto ai produttori pubblici e sono così più esposte a rischi di insolvenza e a difficoltà fiscali, oltre a dimostrarsi più propense a spingersi oltre i limiti legali ed etici per mantenere la redditività. Infine, i produttori di proprietà privata dei sub-livelli non sono soggetti agli stessi obblighi di disclosure dei loro omologhi pubblici, determinando una forte carenza di trasparenza che può mettere in difficoltà gli OEM.
In sintesi: la supplier management si concentra principalmente sui fornitori di primo livello per limiti logistici, non per scelte strategiche. Ma, per gestire i rischi, ottimizzare le prestazioni e rafforzare la resilienza della filiera, è indispensabile investire anche nella gestione dei fornitori di sub-livello.
Le percentuali si riducono drasticamente per i fornitori di terzo livello: solo il 15% sa chi siano, meno di uno su dieci ne conosce i rischi e una frazione altrettanto esigua si incontra regolarmente con loro.
Strategie per rafforzare la gestione dei fornitori di sub-livello
Per sviluppare una gestione solida dei fornitori di sub-livello, è necessario puntare su maggiore visibilità e trasparenza nelle reti produttive, implementando sistemi di monitoraggio dei fornitori di secondo e terzo livello nel tempo.
Aumentare la visibilità della catena di approvvigionamento con il mapping dei fornitori
Per una gestione efficace dei fornitori di sub-livello, gli OEM devono sapere esattamente chi sono tali partner. Ecco perché la visibilità sulla catena di approvvigionamento rappresenta un elemento di base per una strategia di gestione efficace dei fornitori di sub-livello. Una forte visibilità consente alle organizzazioni di guardare oltre i fornitori diretti, evidenziando la rete estesa e ramificata che connette aziende, fornitori e le imprese responsabili della produzione delle materie prime necessarie alla manifattura globale.
Grazie alla visibilità lungo la catena di approvvigionamento, è possibile mappare i rapporti tra fornitori fino al secondo, terzo e persino quarto livello. Ciò offre l’intelligence necessaria per avviare azioni di supplier management, sia che si tratti di comunicazioni ricorrenti, obblighi contrattuali o requisiti ESG. Qualunque sia la priorità, costruire una visibilità della catena di sub-livello rappresenta il primo passo imprescindibile affinché tutte le successive azioni di gestione siano possibili.
Le organizzazioni possono procedere in più fasi per realizzare la visibilità sia diretta che sui sub-livelli della catena di approvvigionamento, a partire dal mapping dei fornitori. Le aziende possono utilizzare i dati già in loro possesso per avviare il processo di mapping, mentre il coinvolgimento dei fornitori di primo livello permette di approfondire verso il secondo e terzo livello. Considerato l’alto livello di insight e intelligence necessario per la mappatura, risulta spesso essenziale adottare una piattaforma di supply chain risk management (SCRM) in grado di analizzare milioni di dati e confermare le relazioni tra fornitori diretti e produttori di sub-livello, restituendo mappe dettagliate che rappresentano la base per una gestione solida delle relazioni di sub-livello.
Valutare i fornitori di sub-livello per rischi nascosti
Per gestire efficacemente i fornitori di sub-livello, gli OEM dovrebbero implementare un sistema multifattoriale di valutazione. I fornitori non sottoposti periodicamente a controllo hanno poco incentivo a migliorare l’efficienza operativa, con il rischio di prestazioni modeste o insufficienti. Le valutazioni periodiche contrastano la compiacenza: i produttori di sub-livello, consapevoli di essere monitorati dai clienti downstream, sono spinti verso standard più elevati, sapendo che la qualità della produzione, la puntualità delle consegne e la costanza nella compliance regolatoria diventano elementi visibili e misurabili.
Queste valutazioni dovrebbero essere oggettive, sistematiche e ripetibili, per garantire equità e uniformità verso tutte le entità di sub-livello. Tra i criteri valutabili:
- Costi rispetto ai benchmark di settore
- Costanza e puntualità delle consegne
- Audit in loco
- Compliance ambientale e commerciale
- Interruzioni annuali
Le aziende possono formalizzare questi criteri in un documento ufficiale di «best practice» che includa indicatori chiave di performance (KPI) e sia distribuito lungo la catena di fornitura. È anche utile sottolineare che tali valutazioni offrono valore non solo come incentivo, ma anche come strumento di confronto: gli OEM possono condividere i risultati con i fornitori di sub-livello e collaborare a migliorare processi, eliminare inefficienze e mitigare il profilo di rischio globale delle organizzazioni partner.
Stabilire una comunicazione regolare
Una volta identificati i fornitori di sub-livello e impostata una strategia per valutazioni regolari, occorre puntare a una cadenza costante di comunicazione. Gli OEM che mantengono rapporti continuativi anche con produttori di secondo e terzo livello ottengono opportunità precluse alle aziende frenate da filiere opache che si interrompono dopo il primo livello. Questo tipo di comunicazione pianificata e ricorrente può produrre numerosi vantaggi, rafforzando processi e gestione del rischio sull’intera rete fornitore:
- Trasparenza nella catena di approvvigionamento: Uno degli obiettivi principali della gestione dei fornitori di sub-livello è la trasparenza. La comunicazione regolare permette di condividere informazioni su rischi sito-specifici, processi produttivi, compliance e altre variabili in grado di influenzare in positivo o negativo la filiera.
- Ottimizzazione per tutti gli stakeholder: Una comunicazione più costante tra OEM e fornitori di sub-livello può favorire una maggiore efficienza su tutta la rete produttiva. Il dialogo incrementa la possibilità di individuare ridondanze, ridurre gli overhead tramite interventi mirati o introdurre punti di vista innovativi sui processi esistenti.
- Rilevazione dei rischi: Email, telefonate o videoconferenze: potenziare la comunicazione con le aziende di sub-livello permette di avere una finestra più ampia sulle loro operazioni. Questa visibilità consente agli OEM di individuare potenziali aree cieche e vulnerabilità, tra cui rischi di non conformità, dipendenze produttive o instabilità geopolitica. Questa capacità di «sensing» dei rischi rappresenta un canale informativo cruciale, offrendo dati e motivazioni su cui basare misure di supply chain risk management (SCRM) su misura per i fornitori.
Una volta identificati i fornitori di sub-livello e impostata una strategia per valutazioni ricorrenti, è opportuno definire una cadenza regolare di comunicazione.
Gestire al meglio i fornitori di sub-livello con Z2Data
Molti produttori statunitensi si trovano ad affrontare un gigantesco punto cieco: se riescono a identificare solo frammenti dei propri sub-livelli, sono proprio entità di secondo e terzo livello a rappresentare i rischi più alti per la loro continuità produttiva. Le organizzazioni che intendono costruire una vera resilienza della catena di approvvigionamento devono andare oltre la gestione dei fornitori diretti e concentrarsi sulle reti profonde dove proliferano rischi invisibili. È per questo motivo che la gestione dei fornitori di sub-livello è oggi più importante che mai.
Il software SCRM Z2Data offre all’impresa una base solida per una gestione efficace dei fornitori di sub-livello. La piattaforma integra discovery dei fornitori multi-tier, network intelligence, mappatura dell’esposizione clienti e monitoraggio in tempo reale dei rischi per consentire alle aziende di identificare e gestire i rischi nascosti in profondità lungo la filiera.
- Scoperta delle relazioni da fonti verificabili: Z2Data analizza milioni di fonti globali e miliardi di dati per identificare relazioni tra fornitori, siti e componenti. Le fonti includono bill of lading e dati doganali, product change notices (PCN), siti web aziendali, documentazione di prodotto, report finanziari, disclosure ESG e comunicazioni con i fornitori. Ciò permette di scoprire relazioni che, altrimenti, rimarrebbero nascoste nella catena di approvvigionamento.
- Data hygiene e normalizzazione delle entità: Fornitori, siti di produzione e enti corporate vengono standardizzati secondo il modello dati canonico di Z2Data, per risolvere alias, relazioni di controllo e doppioni. Si assicura così l’accuratezza, la coerenza e la fruibilità dei dati fornitore nell’analisi multi-tier.
- Supplier network mapping e punteggio di rilevanza: Le relazioni verificate vengono collegate per costruire reti fornitore su più livelli. L’intelligence di mapping multi-tier di Z2Data può spingersi molto in profondità, raggiungendo spesso i 10-14 livelli in alcune supply chain. Ogni relazione è arricchita con il contesto della commodity e del ruolo produttivo, e viene valutata in base a qualità, aggiornamento e corroborazione delle fonti. Questo aiuta a dare la giusta priorità a rischi e opportunità nelle relazioni di fornitura.
- Integrazione BOM e AVL cliente con l’intelligence Z2Data: Le distinte base cliente (BOM) e le liste fornitori approvati (AVL) ancorano la rete fornitore all’esposizione reale. La piattaforma sovrappone l’intelligence Z2Data ai dati cliente e consente ai fornitori di validare le relazioni, offrendo una visione di rete tanto basata sull’intelligence quanto confermata dal cliente. In questo modo l’intelligence fornitore si collega direttamente alle reali dipendenze aziendali all’interno della catena di approvvigionamento.
- Monitoraggio in tempo reale degli eventi di rischio nella catena di approvvigionamento: Z2Data monitora oltre 120 diverse tipologie di rischio, offrendo una finestra in tempo reale su disastri naturali, scioperi, incidenti cyber, interruzioni commerciali e conflitti geopolitici che possono generare strozzature, blocchi produttivi o altre disruption. Le aziende possono quindi rilevare tempestivamente le criticità e intervenire prima che si traducano in veri e propri fallimenti della supply chain.
Per scoprire come Z2Data può supportare una strategia solida di gestione dei fornitori di sub-livello, richieda una prova gratuita con uno dei nostri esperti di prodotto.