Il California Transparency in Supply Chains Act (CTSCA) rappresenta una delle prime normative chiave incentrate sulla lotta alla schiavitù moderna e al traffico di esseri umani nelle catene di approvvigionamento. Questa legge è rivolta principalmente alle aziende, imponendo loro trasparenza nei confronti dei consumatori.
Con l’entrata in vigore della norma nel 2010, la California ha fissato un precedente tra le legislazioni a livello statale per l’eradicazione della schiavitù moderna e del traffico di esseri umani.
Da allora, sono state approvate normative simili a livello globale, tra cui la UFLPA negli Stati Uniti, il German Supply Chain Due Diligence Act, il UK Modern Slavery Act e il Transparency Act in Norvegia.
Il California Transparency in Supply Chains Act si distingue rispetto a queste leggi perché si focalizza nel creare trasparenza verso i consumatori in merito alla schiavitù moderna all’interno delle catene di approvvigionamento. La legge richiede alle aziende di fornire le necessarie dichiarazioni sull’eventuale presenza di lavoro forzato nella propria supply chain, ma non prevede obblighi sull’attuazione di misure specifiche che assicurino l’assenza di traffico di esseri umani nella filiera.
A chi si applica il CTSCA?
Qualsiasi venditore, rivenditore o produttore che opera o svolge attività nello Stato della California, con un ricavo lordo annuo superiore a 100 milioni di dollari, rientra nell’ambito di applicazione del CTSCA.
- Venditori al dettaglio o produttori
- Svolgimento di attività nello Stato della California
- Ricavi lordi globali annui superiori a 100.000.000 USD
Quali sono i requisiti previsti dal CTSCA?
Le aziende soggette al California Transparency in Supply Chains Act (CTSCA) devono rendere pubbliche e pubblicare annualmente relazioni dettagliate sugli sforzi intrapresi per eliminare il traffico di esseri umani e la schiavitù moderna nelle proprie catene di approvvigionamento dirette. La dichiarazione deve indicare se la verifica è stata fatta da una terza parte e includere le attività aziendali in questi cinque ambiti:
- Verifica: valutare e gestire i rischi di traffico di esseri umani e schiavitù moderna all’interno della catena di approvvigionamento di un prodotto.
- Audit: condurre audit sui fornitori per valutare la conformità rispetto agli standard aziendali su traffico di esseri umani e schiavitù moderna.
- Certificazione: certificare che la produzione di un prodotto sia conforme alle normative statunitensi e del paese del fornitore diretto in materia di traffico di esseri umani e schiavitù moderna.
- Responsabilità interna: definire standard e procedure interni per dipendenti e terzisti che non rispettano gli standard aziendali relativi a traffico di esseri umani e schiavitù moderna.
- Formazione: fornire corsi di formazione su traffico di esseri umani e schiavitù moderna ai responsabili della supply chain.
La schiavitù moderna è presente in quasi tutti i Paesi. Cina, India, Pakistan e Corea del Nord contano il maggior numero di vittime, seguiti da Repubblica Democratica del Congo, Indonesia, Iran, Nigeria, Filippine e Russia. Sessantaquattro Paesi hanno adottato normative per contrastare il lavoro forzato, tra cui Stati Uniti, Canada, Paesi UE, Australia, Nuova Zelanda e Brasile.
Le leggi presentano caratteristiche simili, attribuendo alle aziende la responsabilità di creare catene di approvvigionamento trasparenti che vietino ogni forma di lavoro forzato. Scopra come Z2Data può aiutare.