Il ruolo del crypto mining nella carenza di componenti elettronici del 2021

L’aumento del crypto mining alla fine del 2020 ha portato alla nascita di grandi fabbriche piene di hardware che utilizzano semiconduttori avanzati, circuiti integrati e altro ancora: una pressione aggiuntiva sulla carenza di componenti.

Il ruolo del crypto mining nella carenza di componenti elettronici del 2021

Quando non sono soggette a incendi, le fabbriche di componenti elettronici e i produttori operano a pieno regime—producendo il maggior numero possibile di componenti avanzati. Il problema della carenza attuale di componenti elettronici in realtà non risiede necessariamente in una vera e propria carenza. Il vero ostacolo è che, attualmente, l’offerta non riesce a soddisfare la domanda. Altrimenti, perché Intel e TSMC annuncerebbero piani da miliardi di dollari per nuovi siti produttivi in Arizona?

Lavoro da casa, didattica a distanza, consumatori che, dovendo trascorrere periodi in quarantena, decidono di acquistare nuovi televisori e sistemi di gaming: tutti questi fattori hanno contribuito al boom della domanda di chip avanzati.

Ma il mining di criptovalute?

L’ascesa di Bitcoin ed Ethereum—due delle criptovalute più diffuse—potrebbe essere uno dei maggiori fattori che contribuiscono all’attuale carenza di componenti elettronici.

Le schede grafiche (GPU) e i circuiti integrati specifici per applicazione (ASIC) sono elementi centrali nel mining di criptovalute. Questi dispositivi elettronici avanzati impiegano molti degli stessi componenti presenti nei sistemi di gaming, TV, computer, automobili, ecc. Per comprendere perché il mining di criptovalute svolge un ruolo di primo piano nell’attuale crisi dei componenti elettronici, basta considerare le strutture di mining attive nel mondo.

Ecco un impianto di mining di criptovalute nello Stato di Washington. Una quantità impressionante di hardware.

Washington crypto mining uses thousands of advanced parts and components
L’impianto di mining di Washington utilizza migliaia di componenti e parti avanzate

Ecco la più grande operazione di mining in Russia:

More electronics used in the pursuit of crypto mining
Un ulteriore esempio di impiego di apparecchiature elettroniche per il mining di criptovalute

Pareti interamente ricoperte da GPU e ASIC dedicati a un solo obiettivo.

Non dimentichiamoci il Canada: ecco un altro impianto di mining, questa volta in Quebec.

GPUs galore for this mining operation
Un’abbondanza di GPU per questa struttura di mining

È chiaro il quadro: queste strutture utilizzano migliaia di GPU e ASIC per estrarre valute digitali. Non sorprende quindi leggere che Bitcoin consuma più energia dell’Argentina.

Combinando una domanda senza precedenti di chip avanzati da parte dei settori consumer e automotive, il mining di criptovalute aggiunge ulteriore impulso al problema.

Infatti, produttori di GPU come NVIDIA stanno adottando misure per limitare l’utilizzo delle proprie schede grafiche per il mining di criptovalute. Le schede grafiche più recenti dell’azienda sono state modificate per risultare fino al 50% meno efficienti nel mining di criptovalute. Non si tratta di una presa di posizione contro il mining: l’obiettivo di NVIDIA è semplicemente impedire che il mining sottragga risorse destinate agli utenti finali. Per questo, NVIDIA prevede di produrre una scheda grafica specifica destinata esclusivamente al mining di criptovalute. In questo modo, consumatori e miner non dovranno più competere per gli stessi prodotti.

Per comprendere meglio la quantità di hardware avanzato impiegato dai miner, si consideri questa statistica: NVIDIA stima che fino al 6% dei ricavi del quarto trimestre 2020 sia derivato da operatori di mining di Ethereum. Ethereum, ricordiamo, è la seconda criptovaluta per valore dopo Bitcoin.

AMD, invece, ha dichiarato di non avere intenzione di produrre chip che riducano l’efficienza di mining quando tali attività vengono rilevate. Dunque, da un lato, una società come NVIDIA crea un nuovo mercato per i miner; dall’altro AMD lascia che miner e consumatori si contendano le stesse schede. Quale strategia avrà la meglio?

Perché il mining è così diffuso?

Come qualsiasi altra attività di mercato, anche il mining di criptovalute ha conosciuto una rapida crescita semplicemente perché è diventato molto redditizio. Durante l’autunno 2020 i prezzi delle criptovalute sono saliti vertiginosamente, spingendo l’aumento degli operatori. Il meccanismo è semplice: più alto è il valore, più risulta appetibile.

Ethereum mining profitability increased in late 2020. Source: bitinfocharts.com
La redditività del mining di Ethereum è aumentata alla fine del 2020. Fonte: bitinfocharts.com

Finché il mining continuerà a generare profitti significativi, queste operazioni su larga scala continueranno ad assorbire GPU e ASIC—e tutti i semiconduttori avanzati coinvolti.

Con la domanda di GPU e ASIC schizzata alle stelle durante il boom delle criptovalute, molte organizzazioni si sono ritrovate a reagire alle carenze invece di anticiparle. Ecco perché il supply chain risk management (SCRM, gestione del rischio nella catena di approvvigionamento) è oggi fondamentale. Invece di considerare interruzioni come quella legata alla carenza di componenti del 2021 come eventi isolati, i framework SCRM consentono di monitorare in modo continuo le dipendenze dai fornitori, l’esposizione ai rischi a livello di singolo componente e le dinamiche della domanda nei vari settori produttivi. Con il mining di criptovalute che consuma rapidamente gli stessi semiconduttori destinati all’elettronica di consumo e ai sistemi automotive, le aziende che si affidano a strategie di approvvigionamento reattivo sono costrette a subire tempi di consegna più lunghi e costi in aumento. Grazie alle moderne soluzioni SCRM, le organizzazioni possono ottenere visibilità multi-livello sulla propria catena di approvvigionamento, identificare in anticipo i componenti a rischio e assicurarsi fonti alternative, trasformando così le pressioni imprevedibili del mercato in decisioni gestibili e guidate dai dati.