Il conflitto in corso tra Russia e Ucraina potrebbe avere ulteriori ripercussioni sull’industria dei chip elettronici a causa di tre materiali critici provenienti dalle regioni dell’Europa orientale: gas neon, palladio e cobalto. Ognuno di questi materiali è fondamentale per la produzione di una moltitudine di componenti elettronici, e Russia e Ucraina sono essenziali per la loro produzione.
Sanzioni o danni provocati dalla guerra potrebbero limitare la produzione di questi tre materiali critici nella regione.
L’ultima carenza mondiale di gas neon è stata innescata dal conflitto Russia-Ucraina nel 2014
La produzione ucraina di gas neon è indispensabile nella realizzazione dei laser delle macchine per litografia, utilizzate per incidere i circuiti sui wafer di silicio. Tre protagonisti del mercato globale della fornitura di gas neon—Iceblick, Ingas e Cryoin—hanno sede in Ucraina. In effetti, Iceblick da sola fornisce il 65 per cento della produzione mondiale di neon.
Inoltre, il 15 per cento del kripton mondiale (utilizzato come gas di riempimento nelle lampade fluorescenti a basso consumo e in alcune lampade flash per la fotografia ad alta velocità) e lo xeno (utilizzato anch’esso in applicazioni per lampade flash elettroniche per fotografi, oltre che in lettini solari e lampade battericide per la preparazione e trasformazione alimentare) è prodotto da Iceblick, azienda fondata a Odessa, in Ucraina, nel 1990. La posizione di Iceblick è particolarmente rilevante alla luce delle recenti testimonianze dirette di bombardamenti nella città di Odessa. Forse ancora più importante, il conflitto tra Russia e Ucraina per la Crimea nel 2014 ha portato all’ultima grave carenza di gas neon per l’industria dei semiconduttori. In quel periodo i prezzi del gas neon sono aumentati in modo significativo fino a venti volte la loro media storica.
Le sanzioni potrebbero compromettere la fornitura di palladio?
Oltre il 35 per cento della produzione globale di palladio avviene in Russia. Il palladio è probabilmente noto soprattutto per l’utilizzo nei catalizzatori per ridurre la tossicità dei gas di scarico, ma viene impiegato anche come strato intermedio nella ceramica dei condensatori (i condensatori ceramici PGM contengono tipicamente elettrodi in palladio al 100%, al 70% o al 30%, con aggiunta di argento), oltre che nei chip di memoria e come materiale di placcatura per alcuni packaging.
Nornickel, il più grande produttore mondiale di palladio, copre il 40 per cento della produzione globale di palladio da miniera. Nornickel ha sede centrale a Mosca, in Russia, e ciò la rende meno esposta a interruzioni causate direttamente da bombardamenti, ma non la rende immune da potenziali sanzioni imposte da Stati Uniti ed Unione Europea.
O forse sì? Dopotutto, secondo Bloomberg, Nornickel è considerata non sanzionabile a causa della dipendenza mondiale dalla sua produzione mineraria. Con Stati Uniti ed Unione Europea che impongono sanzioni alla Russia, sarà interessante vedere se vorranno rischiare di penalizzare le proprie catene di approvvigionamento includendo aziende come Nornickel nelle sanzioni.
La fornitura di cobalto in Russia
Dopo la Repubblica Democratica del Congo, la Russia rimane il secondo produttore mondiale di cobalto. Oltre che nei generatori termoelettrici ad alta efficienza, il cobalto trova largo impiego nelle batterie, nella galvanica, come lega per componenti di motori aeronautici e in molti altri settori.
Come per il palladio, anche per il cobalto il maggior produttore russo è Nornickel, che nel 2021 ha venduto 5.000 tonnellate di cobalto. La maggior parte della produzione di cobalto di Nornickel è destinata all’Europa. Anche in questo caso, solo il tempo dirà se i Paesi occidentali applicheranno sanzioni che andranno a influire sulla produzione mineraria di Nornickel.