Dalla nostra ultima pubblicazione, la finestra per la presentazione di commenti pubblici sulla proposta di divieto dei PFAS nell’Unione Europea si è chiusa. Il termine è scaduto a fine settembre, con oltre 5.600 commenti inviati all’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA).
Più di 4.400 aziende, organizzazioni e privati hanno presentato osservazioni in merito alla proposta, avanzata all’inizio dell’anno da cinque autorità nazionali di Germania, Svezia, Danimarca, Norvegia e Paesi Bassi.
Contesto sulla proposta di divieto dei PFAS nell’UE
La proposta nasce da un ampio studio triennale condotto dalle autorità dei suddetti Paesi, secondo cui i PFAS comportano rischi per la salute umana e l’ambiente. Sono stati suggeriti due tipi di restrizioni:
- Un divieto totale, con un periodo di transizione di 18 mesi per consentire alle aziende l’adeguamento
- Un divieto con deroghe specifiche per uso e limitate nel tempo
Chi ha presentato commenti sulla proposta PFAS?
La maggior parte dei commenti proviene da Svezia, Germania, Giappone e Belgio. Le aziende rappresentano la quota principale dei contributi inoltrati (58%), mentre i privati costituiscono circa la metà di questa percentuale (27%).
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Dalla nostra prima analisi sui commenti ricevuti, risultano menzionati frequentemente fluoropolimeri come PTFE, soprattutto in riferimento alle attività produttive. Un commento di Dennis Olschowka, Technical Sales presso ESZ Wilfried Becker GmbH, azienda tedesca, sottolinea: «I fluoroplastici come PTFE, FEP, PFA e gli altri 35 materiali di questo gruppo sono purtroppo indispensabili e insostituibili per via delle loro proprietà».
Qual è il prossimo passo per la proposta PFAS?
I comitati ECHA per la valutazione dei rischi (RAC) e per l’analisi socioeconomica (SEAC) esamineranno ora i commenti ricevuti, dopodiché ECHA «trasmetterà i pareri finali alla Commissione Europea nel più breve tempo possibile, garantendo al contempo un adeguato approfondimento scientifico da parte dei comitati».
Qual è il prossimo passo per i produttori di elettronica?
Se desidera identificare dove i PFAS potrebbero essere presenti nella catena di approvvigionamento elettronica, può consultare una risorsa utile sull’argomento: Dove si trovano i PFAS nella catena di approvvigionamento dei prodotti elettronici?
I PFAS sono utilizzati in molteplici modalità, ma si riscontrano più comunemente in quattro forme principali:
Acido perfluorottanoico (PFOA)
- Componenti elettronici come cavi e parti di computer
Acido perfluorottansolfonico (PFOS)
- Componenti elettronici come cavi e parti di computer
Politetrafluoroetilene (PTFE)
- Isolamenti elettrici
- Dispositivi medici
- Aerospaziale
- Guarnizioni e tenute
- Rivestimenti tessili
Acido perfluorobutansolfonico (PFBS)
- Tensioattivo
- Emulsionante
- Aerospaziale
I PFAS vengono scelti frequentemente in ambito produttivo grazie a proprietà chimiche uniche che li rendono estremamente stabili e resistenti a calore, acqua e agenti di degradazione.
Secondo le analisi di Z2Data, i PFAS sono comunemente presenti in componenti come condensatori al tantalio, seguiti da memorie flash e trimmer resistivi-potenziometri.
Per le aziende che desiderano valutare la portata del rischio potenziale, è fondamentale comprendere dove i PFAS si trovano nei prodotti e in quali fasi del processo produttivo vengono utilizzati. Occorre iniziare da una dichiarazione completa dei materiali ed esplorare attivamente il dialogo con i fornitori. Inoltre, strumenti come Z2Data permettono di valutare rapidamente la presenza di PFAS sull'intera distinta base (BOM).
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Partecipi il 9 novembre 2023 a un webinar gratuito sui PFAS. L'evento analizzerà gli ultimi aggiornamenti sulla normativa PFAS negli Stati Uniti e in Europa, incluso il recente progetto di divieto che riguarda oltre 10.000 PFAS nell’UE. Saranno inoltre approfondite le fasi del processo produttivo e gli anelli della catena di approvvigionamento potenzialmente coinvolti da nuove regolamentazioni di ampia portata.
Webinar – Restrizioni PFAS nell’elettronica: cosa deve sapere
Giovedì 9 novembre 2023 @ 11:00 PDT (14:00 EDT)
Il webinar sarà condotto da Mike Kirschner, esperto in compliance ambientale di prodotto, con 20 anni di esperienza nell’ingegneria e nella gestione tecnica presso aziende come Intel, Tandem Computers e Compaq.