Il settore dei semiconduttori in India accelera nel 2024

Nel 2024, il settore dei semiconduttori in India sta registrando una crescita senza precedenti, sostenuta da investimenti miliardari e partnership strategiche con attori globali come Micron e Powership Semiconductor Manufacturing Corporation.

Il settore dei semiconduttori in India accelera nel 2024

Non è un segreto che l’India voglia entrare nel settore della produzione di semiconduttori e il 2024 dimostra la sua ambizione. 

Alla fine del 2023, il governo indiano era alla ricerca di una seconda ondata di candidature da parte di investitori intenzionati a contribuire allo sviluppo dei semiconduttori nel Paese, mettendo in campo svariati miliardi in sussidi statali. 

Anche il produttore statunitense Micron aveva annunciato l’intenzione di costruire un nuovo impianto di assemblaggio e test nel Gujarat, lo Stato più occidentale dell’India conosciuto per le sue capacità manifatturiere. La struttura si concentrerà sull’assemblaggio e il collaudo di prodotti DRAM e NAND, con l’obiettivo di servire sia il mercato interno che quello internazionale. 

Dove siamo arrivati nel 2024?

Tre nuovi impianti di semiconduttori in India

Il 1° marzo, la taiwanese Powership Semiconductor Manufacturing Corporation (PSMC) ha annunciato la costruzione del primo impianto di produzione di wafer di semiconduttori in India in collaborazione con Tata Electronics, una società controllata dal principale gruppo industriale indiano, Tata Sons Group. 

Attraverso questa partnership, Tata Electronics prevede di «produrre circuiti integrati per la gestione dell’energia, display driver IC, microcontrollori e logiche di calcolo ad alte prestazioni, per entrare nei mercati applicativi dell’automotive, computing e data storage, comunicazioni wireless, intelligenza artificiale e altri settori applicativi».

Il presidente di PSMC, Frank Huang, ha sottolineato come l’ampia popolazione e il grande mercato interno indiano rappresentino punti di forza fondamentali per questa nuova collaborazione. 

Il nuovo impianto di produzione di wafer, anch’esso previsto nel Gujarat, avrà una capacità produttiva fino a 50.000 wafer al mese. Nel proprio annuncio, Dr Randhir Thakur, CEO & MD di Tata Electronics, ha evidenziato che «la partnership con PSMC consente l’accesso a un portafoglio tecnologico avanzato nei nodi sia di ultima generazione che maturi, inclusi 28nm, 40nm, 55nm, 90nm e 110nm, oltre alla collaborazione per la produzione di serie ad alto volume».

Ma questa non è la sola iniziativa di Tata nel settore produttivo dei semiconduttori. 

Con l’approvazione dell’esecutivo indiano, Tata Semiconductor Assembly and Test realizzerà anche una struttura ATMP (Assembly, Testing, Marking and Packaging) a Morigaon, Assam. Morigaon è una città con oltre 5.000.000 abitanti. Diversamente dal Gujarat — all’estremo ovest dei confini indiani — Morigaon si trova nella parte più orientale, vicino al fiume Brahmaputra. Il Brahmaputra è noto per le sue inondazioni annuali e solo nell’aprile dello scorso anno ha allagato parte di Morigaon, coinvolgendo circa 45.000 persone e oltre 3.000 ettari di raccolti. 

L’impianto ATMP riceverà un investimento di circa 325,99 milioni di dollari e, una volta completato, offrirà «tecnologie avanzate di packaging di semiconduttori, tra cui flip chip e ISIP (integrated system in package)». È previsto che produca 48 milioni di unità al giorno. 

Il terzo grande investimento che dà il via all’ambizione indiana nella produzione di semiconduttori è una Joint Venture Agreement tra CG Power (India), Renesas Electronics Corporation (Giappone) e Stars Microelectronics (Thailandia) per la realizzazione di una struttura OSAT (Outsourced Semiconductor Assembly and Test) nel Gujarat, India. Secondo il comunicato stampa, il «nuovo impianto all’avanguardia…con una capacità destinata a raggiungere i 15 milioni di unità al giorno…produrrà un’ampia gamma di prodotti: dai package legacy come QFN e QFP fino alle soluzioni avanzate come FC BGA e FC CSP».

Questi tre investimenti, del valore totale di 15,2 miliardi di dollari, dovrebbero inaugurare un lungo periodo di crescita per il settore dei semiconduttori in India, che mira a raggiungere un mercato da 63 miliardi di dollari entro il 2026. 

Il ministro indiano dell’Elettronica, Ashwini Vaishnaw, ha dichiarato che la costruzione di tutti e tre gli impianti inizierà entro i prossimi 100 giorni. 

Tower Semiconductor si unisce alle ambizioni indiane

Anche la società israeliana Tower Semiconductor ha presentato una proposta al governo indiano. Il progetto prevede la costruzione di una fabbrica per chip da 8 miliardi di dollari, che produrrebbe semiconduttori a 65 e 40 nanometri, qualora approvato. 

Non si tratta del primo tentativo di Tower di entrare nel mercato indiano; in precedenza l’azienda aveva già avanzato una proposta per un impianto da 3 miliardi di dollari in partnership con ISMC. Questo progetto ha però subito diversi ostacoli dopo l’annuncio dell’acquisizione di Tower da parte di Intel: accordo poi annullato nell’agosto scorso. 

Cosa aspettarsi per il settore della produzione di semiconduttori in India?

L’India non perde tempo nel distinguersi come uno degli aspiranti attori — seppur nuovi — del panorama mondiale dei semiconduttori. Oltre all’avvio dei tre nuovi impianti previsto per questa primavera, il governo sta valutando 18 proposte nell’ambito del programma di incentivi Semicon India, secondo quanto riferito dal ministro IT Rajeev Chandrasekhar.

Delle 18 proposte, quattro riguardano impianti produttivi di semiconduttori e 13 unità di assemblaggio chip. 

Resta da vedere se i lavori di costruzione rispetteranno le scadenze previste, ma una cosa è certa: per l’ambizioso programma di semiconduttori lanciato dall’India, il punto di partenza di quest’anno non sarà quello di arrivo. Attenzione, mondo. L’India sta arrivando!